Il tour 'I concerti dell'autobus' di Gianni Morandi (1993-1994) rimane una pietra miliare della musica italiana. Nato sull'onda del successo di 'Banane e lampone', il progetto segnò il ritorno dell'artista alla dimensione teatrale con 270 date in tutto il mondo. Nato inizialmente senza particolari ambizioni, si trasformò rapidamente in uno dei tour più lunghi della storia della musica italiana, raggiungendo 270 date in tutto il mondo in meno di un anno e mezzo.
Nella scenografia era presente un grande autobus che divenne il simbolo stesso dello spettacolo. In scena comparivano Gianni Morandi insieme ai musicisti della band: Barbara Cola, Andrea Amati, Paolo Amati, Ezio Zaccagnini, Tony Pujia e Alessandro Gwis.
Lo spettacolo
Pur essendo stato un tour di enorme successo, con tappe negli Stati Uniti, in Canada e in numerosi paesi europei tra cui Germania, Francia e Lussemburgo, oggi esistono pochissime testimonianze ufficiali reperibili sul web.
Non furono pianificate riprese video né pubblicazioni di CD dal vivo. La documentazione rimasta è composta principalmente da fotografie, filmati privati e articoli d'archivio, oltre al ricordo dei moltissimi spettatori che assistettero agli spettacoli.
Il tour era noto come "I concerti dell'autobus" perché sul palco veniva ricostruita una vera e propria piazza di paese, con panchina, edicola e un enorme autobus al cui interno trovavano posto le postazioni della band.
L'intera scenografia veniva montata e smontata nell'arco della stessa giornata, rappresentando una sfida logistica notevole per ogni tappa del tour.
La band "Il Motore"
La band che accompagnava Morandi si chiamava IL MOTORE, un nome che richiamava idealmente il motore dell'autobus presente in scena.
Ne facevano parte sei giovani musicisti che negli anni successivi avrebbero costruito importanti carriere professionali nel panorama musicale:
Andrea Amati (basso)
Paolo Amati (cori, chitarre e tastiere)
Ezio Zaccagnini (batteria)
Alessandro Gwis (pianoforte e tastiere)
Tony Pujia (chitarra)
Barbara Cola (voce)
Lo spettacolo era diviso in due tempi e si svolgeva interamente all'interno della piazzetta ricostruita nella scenografia realizzata da Maurizia Narducci.
La regia di Ombretta Colli guidava uno sviluppo narrativo preciso, nel quale Morandi interpretava i brani seguendo un filo logico e interagendo costantemente con i musicisti.
Particolarmente apprezzato era il momento dedicato a Barbara Cola, che ogni sera proponeva una intensa interpretazione di BRAVA, celebre brano di Mina.
Il successo del tour segnò il ritorno di Gianni Morandi a una dimensione prevalentemente teatrale, con una vera band che eseguiva tutti i brani rigorosamente dal vivo.
Dettagli tecnici dello spettacolo
Questo documento raccoglie immagini pubblicate e inedite con l'obiettivo di mostrare non solo l'aspetto artistico dello spettacolo, ma anche i suoi dettagli tecnici.
Un elemento particolarmente interessante era l'assenza visibile dei monitor da palco. Le casse utilizzate dai musicisti per l'ascolto non comparivano infatti sulla scena, poiché avrebbero compromesso l'estetica teatrale dello spettacolo.
I monitor erano nascosti in punti strategici: dietro la panchina, dietro l'edicola e all'interno dell'autobus, vicino alle postazioni di tastiere e batteria.
Oggi una situazione simile verrebbe gestita tramite gli ear monitor, ma nei primi anni Novanta questa tecnologia non era ancora diffusa in Italia. Per questo motivo i continui spostamenti sul palco richiedevano una notevole precisione esecutiva.
Nonostante le difficoltà, grazie all'esperienza dei tecnici e dei musicisti, la qualità sonora risultava sempre eccellente. Molti spettatori arrivavano addirittura a pensare che lo spettacolo fosse in playback, quando invece tutto veniva eseguito rigorosamente dal vivo.
Postazione batteria
La batteria di Ezio Zaccagnini era collocata all'interno dell'autobus. In questa postazione era presente un monitor dedicato all'ascolto, accuratamente integrato nella scenografia.
Postazione cori e tastiere
La postazione di Paolo Amati comprendeva tastiere, microfono, chitarre e varie percussioni. Anche in questo caso il monitor di ascolto era nascosto alla vista del pubblico ma perfettamente posizionato per garantire il controllo della performance.
Postazione pianoforte e tastiere
Le tastiere di Alessandro Gwis erano collocate all'interno dell'edicola, una delle strutture scenografiche più caratteristiche dello spettacolo.
L'area era valorizzata da un raffinato progetto illuminotecnico curato da Marcello Di Lauro, che contribuiva a creare un'atmosfera particolarmente suggestiva.
Posizionamento generale sul palco
Con le fiancate dell'autobus rimosse era possibile osservare l'intera disposizione delle postazioni musicali, comprese quelle di Andrea Amati al basso e Tony Pujia alla chitarra. Entrambi utilizzavano sistemi radio che consentivano libertà di movimento durante lo spettacolo, contribuendo a rendere la scena più dinamica e coinvolgente.
Anche l'edicola era stata ricostruita con grande cura. Le pile di giornali presenti al suo interno non avevano solo una funzione estetica ma venivano utilizzate come sedute in alcuni momenti dello show.
Curiosità e momenti coreografici
Una delle caratteristiche più originali del tour era il coinvolgimento dei musicisti nelle parti coreografiche dello spettacolo. Gli strumentisti prendevano parte a movimenti e situazioni tipiche dei musical, pur non essendo ballerini professionisti. Le coreografie risultavano spesso volutamente spontanee e imperfette, contribuendo però a creare un forte senso di divertimento e partecipazione.
In questa foto vediamo, da sinistra, Barbara Cola, Andrea Amati e Gianni Morandi in un momento della scanzonata coreografia.
Questa scelta artistica rendeva ogni serata una vera e propria festa collettiva, aumentando ulteriormente il coinvolgimento del pubblico.
Durante il brano BANANE E LAMPONE, insieme all'introduzione MA TU CHI SEI, venivano utilizzate basi musicali sulle quali i musicisti potevano dedicarsi alle parti coreografiche, mentre il canto restava rigorosamente dal vivo.
Morandi on Broadway
Dopo il grande successo ottenuto in Italia, il tour venne richiesto anche all'estero.
Oltre a numerose date europee in Germania, Francia, Belgio e Lussemburgo, venne organizzato un mini tour nordamericano che toccò città prestigiose come New York, Atlantic City e Toronto.
Tra gli appuntamenti più importanti spicca l'esibizione al Palace Theatre di New York, seguita da concerti che registrarono un'impressionante partecipazione di pubblico e ottennero attenzione anche nei telegiornali dell'epoca.
Una storica fotografia del periodo mostra il gruppo completo davanti al teatro: Vittorio De Amicis (audio), Marcello Di Lauro (luci), Andrea Amati, Tony Pujia, Paolo Amati, Alessandro Gwis, Ezio Zaccagnini, Stevan Martinovic (audio) e Barbara Cola.
La conclusione del tour
Il tour si concluse nel maggio 1994 con una straordinaria serata al Teatro Regio di Parma.
Per l'occasione era presente una troupe di Radio RAI, che trasmise in diretta l'intero concerto, chiudendo simbolicamente uno dei progetti live più importanti e memorabili della carriera di Gianni Morandi.